I'm going to post on Sunday all the stuff, or at least the most relevant stuff, that I post on my social media during the week (or two weeks. or three weeks. it depends) that's way too short to be a decent WordPress post (the stuff. Not the week). Memes, articles, stuff like that. Also knowing me this won't probably happen every Sunday but I'll do my best.


Ho deciso che di domenica pubblicherò tutta la roba, o almeno quella che ha più rilevanza, che posto sui miei social media durante la settimana (o due settimane. o tre settimane. dipende) che è troppo corta per essere un post di WordPress decente (la roba. Non la settimana). Meme, articoli, roba del genere. Conoscendomi questo probabilmente non succederà ogni domenica, ma farò del mio meglio.


Valid for any kind of creative work, not only writing. Indeed, now my writing (and me) is being stomped on by music. I have to prioritize. I have to tame Cubase. Unfortunately I don't have all the time I'd like to have for creating things, so I have to make choices. When Cubase will have stopped abusing me probably I'll go back to mostly writing, and then mostly music again, and so on...

I have to constantly remind myself it's all right if I don't manage to do everything at once. It's okay, it's normal, it's healthy. Maybe it's a reminder for you too. Big deep breath. It's fine to not be a superhuman! Weird I know.

Valido per ogni tipo di lavoro creativo, non solo la scrittura. Infatti, ora la mia scrittura (e me stessa) sta venendo calpestata dalla musica. Devo dare delle priorità. Devo addomesticare Cubase. Purtroppo non ho tutto il tempo che vorrei avere per creare, quindi devo fare delle scelte. Quando Cubase avrà smesso di abusare di me probabilmente tornerò a scrivere per la maggior parte, e poi di nuovo alla musica per la maggior parte, e così via...

Devo continuamente ricordare a me stessa che va bene se non riesco a fare tutto allo stesso tempo. È tutto a posto, è normale. Forse è un promemoria anche per voi. Bel respirone grande. Va bene non essere superumani! Incredibile a dirsi, lo so.

Nell'immagine:"sul primo cavallo: il mio lavoro in corso sul secondo cavallo: i miei altri progettisulla persona distesa a terra: me"


La burocrazia sta avendo la meglio su di me oggi. Niente funziona, niente va come dovrebbe, e ho già speso più di un'ora al telefono cercando di risolvere le cose, e fallendo. Più le email naturalmenteIn più ho dormito da cani. Potrei mettermi a urlare da un momento all'altro. Non ho comprato uno studio insonorizzato per niente.

Qualcuno. Mi. Aiuti. 🙃

Bureaucracy is having the best of me today. Nothing works, nothing is going as it should, and I've spent already more than an hour hanging on the phone trying and failing to solve things. Plus emails of course. Also I slept dreadfully. I might start screaming any second now. I haven't bought a soundproof studio for nothing.

Somebody. Help. Me. 🙃


In a tea room in Oslo. It's the truth 🙂

if then you have biscuits with it you'll have solved all your problems.

In una sala del tè a Oslo. È la verità 🙂

Se poi ci mangiate insieme i biscotti avete risolto tutti i vostri problemi.

"Non c'è preoccupazione così grande o così grave che non possa essere molto alleviata da una buona tazza di tè.Bernard-Paul Heroux"


Also, you don't necessarily have to turn your creativity into a career, be it writing or anything else. I know, I'm the pot calling the kettle black, but it's 100% allowed to do something just for the sake of it, and creating things is a very rewarding and nourishing activity in and of itself. And if you like to do it but won't because you think you're not good enough for it or something, I think you will regret it.

Nell'immagine:

"ragioni per non smettere di scrivere:
- la tua scrittura è un'abilità, non un talento col quale nasci (ok, a meno che proprio non lo sia). non tutti possono fare quello che tu fai e ami
- tutti dicono che vogliono scrivere un libro. tutti possono scrivere un libro. e comunque non tutti lo fanno. sii tu la piccola percentuale di successo di cui leggi in giro
- la tua scrittura ti farà sempre cagare perché *tu* l'hai scrittra e l'hai riletta un milione di volte
- ti piace questa faccenda dello scrivere. smetterla sarebbe come tagliarti via le dita una ad una
- qualcuno là fuori vorrà leggere quello che hai scritto
- qualcuno là fuori vuole sapere cosa ti passa in testa
- qualcuno là fuori apprezza la tua arte. la condividerà coi propri amici. la condividerà coi propri cari. la condividerà col proprio io del futuro perché forse quello che hai scritto lo ha salvato.
- se la lasci perdere adesso, sai che ci ritornerai di nuovo, che sia fra anni, mesi o la settimana prossima. tu ami scrivere, questo è il motivo per cui hai piantato il seme del pensiero che tu scriverai questo libro, e che tu ci ritorni o no, le tue storie non scritte torneranno da te."

Inoltre, non devi per forza trasformare la tua creatività in una carriera, che sia scrittura o qualunque altra cosa. Sì lo so, sono quella giusta per dirlo, ma è permesso al 100% fare qualcosa solo per il gusto di farlo, e creare cose è un'attività molto gratificante e mentalmente nutriente di per sé. E se ti piace farlo ma non lo fai perché pensi di non essere bravo abbastanza o che so io, penso che te ne pentirai.


Questo non riguarda solo gli scrittori, riguarda le persone creative in generale, e in maniera particolare riguarda le persone creative che cercano di vivere di ciò che creano.

E credo che, per la maggior parte di noi, il problema non siano nemmeno i nostri vari progetti. I nostri "lavori in corso" che si scontrano in continuazione sono molto spesso lavori normali, attività che dobbiamo fare per continuare a vivere vite normali (le pulizie, la spesa...), attività sociali con amici e parenti altrimenti ci dimenticheremmo com'è avere una normale conversazione con un essere umano, e poi naturalmente i nostri progetti creativi, che devono sopravvivere nel mezzo di tutto questo.

Perché, molto semplicemente, non è facile vivere di arte, e pertanto la nostra arte deve essere creata in contemporanea a un migliaio di altre cose. È come cercare di scalare una montagna mentre c'è una valanga e voi dovete cavalcare la valanga all'indietro. È dura per forza. Scommetto che, se ogni scrittore o creatore potesse lavorare sui propri progetti per otto ore al giorno come un qualunque altro lavoro normale, non troverebbe così difficile fare arte. Sì ok, alcune cose sarebbero comunque difficili, ma di nuovo solo come sarebbe anche per qualsiasi altra opera.

Quindi ecco. Fate arte e vi sentite tutto il tempo come un treno vi steste investendo? È perfettamente normale.

Però vi prego, ricordatevi di prendervi cura di voi stessi e di trovare modi per avere i vostri momenti di pausa come fareste per un altro lavoro. È facile lavorare troppo, e nessuna arte verrà creata se voi siete esauriti.

Nella prima immagine: Rapunzel che cerca di destreggiarsi fra una marea di candele su cui sta scritto "il mio progetto corrente", "l'altro mio progetto corrente", "un altro mio progetto corrente". Sotto l'immagine di Rapunzel sta scritto "essere uno scrittore è difficile".


A volte a leggere le analisi dei libri mi pare di apprezzarli di meno, invece che di più.

*

Sometimes when I read a book's analysis I feel like I appreciate it less rather than more.


"libri?? meravigliosi. i tascabili?? morbidi, coccolosi, magari ci stanno nella tasca, economici così non ti senti in colpa a scriverci annotazioni. edizioni rilegate??? bellissime, immacolate, ti trattengono nel mondo che richiudono obbligandoti a stringerli più forte, le stelle di ogni scaffale. ebook?? convenienti, economici, sempre con te, una vasta libreria che puoi tenere nel palmo della mano. libri nuovi?? croccanti, l'odore del legno, idee che aspettano di essere impresse nel mondo. libri vecchi?? oggetti che trascendono la storia, dall'odore dolce, arricchiti dalle mani che hanno carezzato le loro pagine. libri."

Di carta, e-books, audiolibri... amateli, basta che siano libri.

Non mi sento mai in colpa per scriverci dentro però. Lo considero parte del processo di lettura. Una delle ragioni per cui mi urta prendere i libri in prestito dalla biblioteca o dalle persone. Non fraintendetemi, le biblioteche sono fantastiche e se io dovessi comprare ogni libro che voglio leggere avrei dovuto traslocare per far posto a loro. Ma comunque, se posso, preferisco essere libera di scriverci annotazioni, di sottolinearli, di commentarli.


BOOM!
*smarmy smile*: excuse me, I was wondering whether you could take some time to talk about Chernobyl

BOOM!
*sorriso untuoso*: mi scusi, mi stavo domandando se lei non avesse un po' di tempo per parlare di Chernobyl

Nell'immagine:"Sono timida all'inizio, e poi BOOM, la persona più fastidiosa che tu abbia mai conosciuto"


Castagne 💙

Ecco, una delle cose che ancora fatico a trovare in Norvegia sono proprio loro (e quando le trovo non mi pare siano buone come in Italia). Mi si spezza il cuore ogni volta che vado nei negozi a cercarle.

Minchia norvegesi, importate ogni ben di dio, è ora di iniziare a importare su larga scala anche le castagne fresche.

Chestnuts 💙

You see, one of the things I still struggle a lot to find is indeed chestnuts (and when I do find them it doesn't appear to me they are as good as in Italy). My heart breaks every time I go to the shops to look for them.

For fuck's sake Norwegians, you import all sorts of good things, it's time to start importing on a large scale also fresh chestnuts.


Una mia carissima amica (bile.nera su Instagram!) mi ha disegnato 💙 che dire, la somiglianza è impressionante.

A very dear friend of mine (bile.nera on Instagram!) drew me 💙what can I say, the resemblance is striking.


Ah yes. This happens also with songs.

Ah sì. Questo succede anche con le canzoni.

Nell'immagine:"quando leggi un libro incredibile e ne vuoi un altro proprio come quello ma non identico ovviamente, solo un nuovo libro che sia come l'ultimo e che ti faccia provare le stesse cose solo diverso ma lo stesso--"


Mi mancava l'Italia. È stato bello tornare a casa, e ora è bello essere di nuovo a casa. Cioè, l'altra casa. O è la prima l'altra? Vabbè.

Vi posterò le foto di questo viaggio con calma, nei prossimi giorni 🙂

Comunque ieri, trascinando due bagagli e uno zaino pieni di roba portata dall'Italia - fra cui, solo per nominarne alcune, due grattugie di tipo diverso, sei libri, una scatola di gocciole - la prima cosa che ho fatto appena messo piede sulla banchina della stazione di Oslo è stato mollare in terra la valigia che è cascata al rallentatore, chinarmi per raccoglierla, inciampare in suddetta valigia, sbilanciarmi in avanti per il peso che mi portavo sul groppone, far inciampare una donna in me e nella valigia, accettare la mano della donna per tirarmi su e cadere all'indietro tipo scarafaggio ribaltato, tutto questo ripetendo "Oj, unnskyld, unnskyld, oj... unnskyld!" vale a dire oddio scusa, scusa, oddio scusa.

Alla fine mi sono tirata su, aiutata dalla donna gentile. E a questa donna, che era molto divertita dalla scena e che ha commentato "det var litt mye å bære på!" ( = era un po' tanto da portarsi addosso), dico grazie. E unnskyld.

*

I missed Italy. It was nice to be back home, and now it's nice to be home again. I mean, the other home. Or was the first one the other home? Ah well.

I'll post the pictures of this trip slowly over the course of the next days 🙂

Anyhow yesterday, dragging two pieces of luggage and a backpack full of stuff from Italy - among which, just to name a few, two graters of different kinds, six books, a box of gocciole (Italian biscuit) - the first thing I did as soon as I sat foot on the platform of Oslo's train station was dropping the suitcase, which fell in slow-motion, on the floor, bending over to pick it up, losing my balance forward because of the weight I was carrying on my back, making a woman trip on me and my suitcase, accepting the hand of the woman to pull myself back up and falling backward again 100% like an overturned beetle, all the while repeating "Oj, unnskyld, unnskyld, oj... unnskyld!" that is oh god I'm sorry I'm sorry oh god I'm sorry.

In the end I pulled myself back into a standing position, helped by the kind woman. And to this woman, who was very amused by the scene and who commented "det var litt mye å bære på!" ( = that was a bit much to carry) I say thank you. And unnskyld.


Sono solo io che noto una tendenza nelle serie TV a mostrare le tette in maniera non sessualizzata?

Cioè le tette se ne stanno lì, mostrate come una qualunque altra parte del corpo; niente inquadrature per attirarci l'attenzione; non appartengono necessariamente a personaggi molto sessualizzati o personaggi che sono attraenti in modo convenzionale e tradizionalmente femminile.

Se ne stanno letteralmente appese lì e basta.

È un sollievo, davvero.

Più tette neutrali che se ne stanno lì appese e basta per favore.


So we went to a museum in Italy and I found some kindred spirits.

Dunque in Italia siamo andati a un museo e ho trovato degli spiriti affini.

(nelle immagini:
1) io che guardo la mia arte "non esattamente quello che mi sarei aspettato ma vabbè okay"
2) io che mi alzo e penso a quanta pratica devo fare "fottuto agnello" "fottuto piano"
3) io che penso a quel libro che devo scrivere e revisionare "uccidetemi"
)


Il brutto di Halloween quando sei goth è che ti vesti praticamente da te stesso, solo con un po' di roba extra. Il bello di Halloween quando sei goth è che ti vesti praticamente da te stesso, solo con un po' di roba extra 🙂

Sì, il mio trucco era sbavato. Il bello di essere goth è che puoi andare in giro col trucco sbavato e le calze rotte e dire che è fatto apposta.

Curiosità del giorno: quando ero una bambina i miei parenti mi fecero un costume da strega per Carnevale (Carnevale è molto più importante di Halloween in Italia). Era un po' come il vestito che porto nella foto. Adoravo quel vestito, e mi dispiaceva di non poterlo indossare nei giorni normali.
Mandiamo avanti veloce vent'anni: adesso sono un'adulta e mi posso comprare vestiti da strega e mettermeli quando cazzo mi pare (vi posso assicurare che non lo indosserò soltanto per Halloween). Sono una goth. E un'adulta. Quindi posso. Ha! Beccatevi questa, convenzioni sociali. Sono abbastanza certa che questo sia il punto di essere adulti e goth, che potete andare in giro coi costumi che vi piacevano da piccoli. Consigliatissimo.

The bad part of Halloween when you're a goth is that you dress basically like yourself, just with some extra. The good part of Halloween when you're a goth is that you dress basically like yourself, just with some extra 🙂

Yes, my make-up was smudged. The good part of being a goth is that you can go around with smudged makeup and broken tights and say it's on purpose.

Fun fact: when I was a little kid my relatives made me a witch costume for Carnival (Carnival is much bigger in Italy than Halloween). It looked sort of like the dress I'm wearing in the picture. I loved the dress, and I was sorry I couldn't wear it on normal days.
Fast forward twenty years: now I'm an adult and I can buy witchy dresses and wear them whenever the fuck I want (I can assure you I'm not wearing that only for Halloween). I'm a goth. And an adult. So I can. Ha! Take this, social conventions. I'm pretty sure that's the whole point of being an adult and a goth, that you can dress with the costumes you liked as a kid. Recommended.


This free site is ad-supported. Learn more