BCG. Competizione? Sì. E arcobaleno? Forse è il momento di rivedere molti preconcetti che manteniamo nella nostra mente, e che concretamente impediscono un cambiamento reale. Perché il cambiamento può partire dal basso, ma è quando viene incontrato anche dall'alto in una sorta di terra di mezzo che si può parlare di concreta differenza. E BCG pare che lo sappia
Arrivando alla sede di Boston Consulting Group (BCG) in Via Ugo Foscolo non è difficile sentirsi spiazzati. Il palazzo è situato, infatti, accanto al Duomo di Milano, e possiede una terrazza che affaccia direttamente sulla Madonnina. In questo contesto, può apparire naturale percepire un senso di eleganza e formalità che, forse, raccoglie gran parte dello spirito meneghino.
Mi sono recato presso l'ufficio di BCG per presenziare ad un evento organizzato in data 10 novembre 2023, intitolato "Beyond the Rainbow: BCG pride stories", con la partecipazione di Pierluigi Dialuce, Tommaso Giuffrida, Lorenzo Spinoglio e Sara Taddeo in qualità di speaker nel panel, e di Francesco Cicconetti come moderatore. La conversazione ha toccato molti argomenti, vertendo sulla condivisione di esperienze personali, sul racconto di se stessi e della creazione del Pride Network all'interno di BCG; questa creazione, in Italia, risale a una decina di anni fa, ma, nonostante la sua giovane età, è riuscita ad apportare cambiamenti concreti e duraturi all'interno dell'azienda. Essere membro della comunità LGBTQI+ in BCG non è solamente tollerato, basandosi su una mera non discriminazione; essere queer all'interno di BCG viene fatto fonte di orgoglio, con lo scopo di normalizzare ed esaltare tutto quanto concerne l'individualità. E, nel momento in cui un individuo percepisce come un elemento decisivo quello di non nascondere la propria sessualità, viene dimostrato come sia necessario che le istituzioni imparino ad accettare e promuovere al meglio questa presa di coscienza.
Sebbene molti dei cliché associati a BCG possano inizialmente sembrare veri, nel momento in cui gli speaker dell'evento hanno iniziato a parlare, si è verificato un cambio di prospettiva; infatti, dalla formalità che mi sarei aspettato, la conversazione si è spostata verso un'inclusività a tutti gli effetti, aprendo un dialogo che aveva lo scopo di fare sentire tutti i presenti accolti e non discriminati. Le storie che sono state raccontate in prima persona da chi in BCG ha lavorato o ancora lavora hanno sottolineato come, all'interno di questa azienda, negli ultimi anni non solo essere queer non abbia costituito elemento di vergogna, ma anzi sia stato accolto sotto diversi punti di vista, persino in fase di colloquio. In questa forma aperta di confronto, partecipanti e speaker hanno avuto la possibilità di interagire, elaborando sui successi ottenuti e su tutti gli aspetti che invece sarebbero ancora da migliorare.
Emerge da tutta questa riflessione come le aziende abbiano un ruolo sociale, e come, dopo avere riconosciuto quanto siano importanti all'interno della società, debbano prendersi la responsabilità di agire in maniera corretta e con in mente il miglioramento di scenari che non aderiscono ancora a certi valori imprescindibili. Il miglioramento e l'evoluzione sono parte integrante dell'esperienza di vita umana; e, se da un lato è corretto considerare come il cambiamento debba iniziare da storie individuali e dal raggruppamento delle singole volontà di risolvere problemi, dall'altro lato è necessario che vi sia una presa di coscienza da parte chi la società è solito guardarla dall'alto.
E se ci rendiamo conto che questa nuova attitudine verso gli esseri umani è possibile persino in una delle Big Three di strategic consulting, anche all'interno di quelle aziende che, stereotipicamente, vengono considerate 'gabbie di squali', allora forse la potenzialità di un miglioramento reale c'è davvero.
Forse è proprio così che si accende la scintilla del cambiamento.
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