Cerimonia della cittadinanza. Citizenship ceremony.
Sono da poco tornata dall'Italia con tutti i sentimenti contrastanti di cui non mi libererò mai. Quindi mi è venuto in mente di postare qualche foto del giorno della "cerimonia della cittadinanza": una cerimonia organizzata dallo stato norvegese per i…
Sono da poco tornata dall'Italia con tutti i sentimenti contrastanti di cui non mi libererò mai. Quindi mi è venuto in mente di postare qualche foto del giorno della "cerimonia della cittadinanza": una cerimonia organizzata dallo stato norvegese per i nuovi cittadini. C'erano in omaggio un libro e cioccolata, due ragioni che da sole erano eccellenti per partecipare.
(foto e video si possono vedere su instagram, è brigoso postarle su wordpress al momento abbiate pazienza XD)
Scherzo ovviamente. Ci sono andata perché era un'occasione importante da commemorare. E perché voglio fare altri sforzi per sentirmi ancor più parte della Norvegia. Purtroppo una cosa che ancora mi manca è la lingua. Sì la so parlare, so leggere il norvegese, so capire e farmi capire, ma la lingua elevata, letteraria, sofisticata, quella ancora non è mia. E da scrittrice potete capire quanto questo mi urti. Usare la lingua in modo dettagliato è una parte fondamentale della mia identità, senza mi par che mi manchi un braccio o una gamba, non posso fare quello che voglio e a cui sono abituata. Stranamente ho assorbito l'inglese come seconda lingua – penso in inglese, mi esprimo in inglese con naturalezza anche se suppongo non con la stessa correttezza di un madrelingua – ma non in norvegese. Penso sia perché ho iniziato a studiare l'inglese da bambina e per via di tutta la cultura in inglese che assorbo quotidianamente e di continuo: libri, musica, film. E il problema del norvegese è proprio questo: che in Norvegia tutti parlano l'inglese, i film si guardano in lingua originale e molti cantanti preferiscono usare l'inglese per i loro testi (scelta che capisco benissimo ma che non mi aiuta XD). Quindi io non trovo parole ed espressioni, non riesco ad esprimere le sottigliezze, devo arrangiarmi con una lingua approssimativa che non trasmette quello che sento.
Peccato, perché è una lingua dal suono molto bello, soprattutto il norvegese del nord che suona come una poesia anche se state dicendo che state andando al cesso.
Proposito per i prossimi mesi: leggere e scrivere di più in norvegese. Ce la devo fare.
Nota: il secondo video è una canzone popolare norvegese che io imparai per piano anni or sono, quando ancora muovevo i primi passi sulla tastiera. E poi sequenza memorabile dell'arrivo di un bombo gigantesco quasi nel mio orecchio.
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I just came back from Italy with all the constrasting feelings which I'll never get rid of. So I thought of posting some pictures from the day of the "citizenship ceremony": a ceremony organized by the Norwegian state for new citizens. As a bonus there were a free book and free chocolate, two excellent reasons that alone were enough to partecipate.
Just kidding of course. I went because it was an important occasion to commemorate. And because I want to make more efforts to feel even more a part of Norway. Unfortunately a thing I'm still lacking is language. Yes I can speak it, I can read Norwegian, I can understand and make myself understood, but the high-level, literary, sophisticated language, that isn't mine yet. And as a writer you can understand how much this grinds my gears. Using the language in a detailed way is a fundamental part of my identity, without it I feel like I'm missing an arm or a leg, I cannot do what I want and what I'm used to. Weirdly enough I've absorbed English as a second language – I think in English, I express myself in English naturally even though I suppose not as correctly as a native speaker – but not in Norwegian. I think it's because I started studying English as a child and because of all the English culture I absorb daily and continuously: books, music, films. And the problem of Norwegian is precisely this one: in Norway everybody speaks English, films are watched in their original language and many singers prefer to use English for their lyrics (a choice I totally understand but that doesn't help me XD). So I'm left not finding words and expressions, I cannot express the subtleties, I have to make do with a rough language which doesn't convey what I feel.
Shame, because it's a language with a very beautiful sound, especially the northern Norwegian which sounds like poetry even if you're saying that you're going to the loo.
Resolution for the next months: reading and writing more in Norwegian. I must succeed.
Note: the second video is a Norwegian folk song that I learnt for piano years ago, when I was still moving my first steps on the keyboard. Following that the memorable sequence of the arrival of a huge bumblebee almost in my ear.
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